Prysmian: tonfo del 6% dopo conti 2018, analisti danno sforbiciata al target price

La giornata inizia in salita per Prysmian a Piazza Affari. Nei primi minuti di contrattazioni il titolo del big italiano dei cavi non riesce a fare prezzo per eccesso di ribasso, ma poi parte e imbocca con decisione la strada dei cali, mostrando in questo momento una flessione di quasi il 6% a 16,895 euro. Questa la reazione del mercato all’indomani della pubblicazione dei risultati finanziari 2018, migliori delle attese, ma in calo sul fronte utili.

I numeri 2018
I conti 2018, annunciati ieri a mercati chiusi, mostrano una certa debolezza sul fronte operativo. Cala, infatti, l’Ebitda rettificato full combined, includendo quindi General Cable per l’intero 2018, che si è attestato a 837 milioni (di cui 197 milioni relativi al solo perimetro General Cable, in linea con le attese) contro i 940 milioni del 2017 (di cui 204 milioni relativi a General Cable) e ha risentito dell’effetto negativo dei tassi di cambio per 41 milioni rispetto al 2017. Il mercato si attendeva un Ebitda rettificato di 822,3 milioni di euro.
La società guidata da Valerio Battista precisa in una nota che “l’impatto dovuto agli accantonamenti sul progetto Western Link ammonta, nel 2018, a 95 milioni, che includono 25 milioni stanziati a seguito delle problematiche comunicate il 20 febbraio 2019”. A controbilanciare gli effetti negativi degli accantonamenti sul Western Link hanno contribuito, in particolare, il miglioramento dei margini del Telecom e dell’Alta Tensione Terrestre nonché le sinergie derivanti dalla integrazione con General Cable che ammontano a circa 35 milioni, in miglioramento rispetto al target iniziale di 5-10 milioni previsto per il 2018.
Scende anche il risultato operativo reported, includendo General Cable per i 7 mesi di giugno-dicembre 2018, che è stato di 310 milioni a fronte dei 424 milioni del 2017. E ancora l’utile netto reported, includendo sempre General Cable nel periodo giugno-dicembre 2018, attribuibile ai soci della capogruppo è scivolato a 130 milioni contro i 241 milioni del 2017. Nell’esercizio in esame i ricavi complessivi sono saliti a 11,57 miliardi di euro rispetto agli 11,35 miliardi registrato nel 2017, battendo le attese degli analisti pari a 10,18 miliardi.

Proposto un dividendo ordinario di 0,43 euro per azione.

Le prospettive

Nel capitolo evoluzione prevedibile della gestione per settori, il Gruppo Prysmian prevede, per l’esercizio 2019, una domanda nei business ciclici dei cavi per le costruzioni e industriali in leggera crescita rispetto al 2018. Atteso un trend di moderata ripresa anche nel business dei cavi di media tensione per le utilities, con un andamento eterogeneo nelle diverse aree geografiche. Quanto al business dei sistemi e cavi sottomarini, Prysmian punta a riaffermare la propria leadership, alla luce di un mercato atteso stabile rispetto ai livelli del 2018. La società guidata da Valerio Battista indica che i “risultati di tale business saranno positivamente influenzati dal recupero dell’effetto negativo degli accantonamenti Western Link, per 95 milioni”.
C’è sempre da considerare lo scenario macroeconomico, come ha ricordato nel corso della conference call odierna con gli analisti l’a.d. Valerio Battista. Quest’ultimo ha dichiarato che il target prefissato è quello di raggiungere un ebitda rettificato per il 2019 di 1 miliardo.

Analisti tagliano target
Prysmian ha anche incassato la bocciatura di Kepler Cheuvreux, che ha tagliato il rating a hold dal precedente buy e il prezzo obiettivo a 17 euro dai precedenti 24 euro. Anche gli esperti di Equita sim hanno dato una sforbiciata al target price, che passa da 22,5 a 21 euro. Il target price medio indicato dal consensus Bloomberg è 22,13 euro, ossia il 32,6% sopra la valutazione attuale del titolo Prysmian. Sono 12 gli analisti con rating Buy, 3 con Hold e un solo Sell.

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