Post doppio annuncio Bce, Citi: effetto su BTP sarà di breve termine, mentre tassi Bund liberi di tornare sotto zero

E ora, dopo la doppia sorpresa della Bce, che cosa accadrà ai mercati?  Indubbiamente, il doppio annuncio della banca centrale, relativo alla decisione di lanciare nuovi TLTRO e di rimandare la prima stretta monetaria a fine 2019, ha provocato nelle ultime ore un vero e proprio terremoto sui mercati. Focus soprattutto sull’appetito rinnovato sui titoli di stato dell’Eurozona, BTP inclusi. 

Boom di richieste per la carta italiana, con i tassi a due anni che sono precipitati al minimo dal maggio del 2018, in calo di 14 punti base, allo 0,128%.  I rendimenti decennali italiani sono crollati di oltre 12 punti base, al 2,492%, valore più basso dal luglio del 2018.

I rendimenti decennali dei Bund tedeschi sono scivolati inoltre a valori che non si vedevano dall’ottobre del 2016, ovvero in più di due anni, con una flessione di 4,1 punti base, allo 0,089%.

Il risultato è che lo spread BTP-Bund è sceso di oltre -2% posizionandosi poco al di sopra di quota 240 punti base, soglia attorno alla quale continua a oscillare nella sessione odierna.

Da segnalare che i Bund sono considerati tra gli asset più sicuri su cui puntare in casi di incertezza e debolezza economica, e non c’è dubbio che questo sia uno di quei momenti. Non per niente, la doppia manovra della Bce si spiega con il deterioramento dei fondamentali dell’Eurozona, che si sta confermando più preoccupante di quanto Mario Draghi & Co. avessero anticipato. Di conseguenza, la Bce è stata costretta a rivedere al ribasso le aspettative sul Pil e sull’inflazione. Pesante il downgrade sul Pil di quest’anno, con l’outlook che passa dalla crescita +1,7% prevista a dicembre a +1,1%.

Gli investitori hanno fiutato il rischio maggiore, puntando sui Bund. L’effetto è che i tassi sono crollati ulteriormente, e ora le lancette dell”orologio rischiano davvero di tornare indietro, facendo precipitare i rendimenti tedeschi al di sotto dello zero.

E’ quanto prevede Jamie Searle, strategist di Citi. A suo avviso il mix di un’inflazione che non riesce ancora a centrare il target della Bce e la perdita di credibilità dello stesso istituto guidato da Mario Draghi lasciano a questo punto i tassi sui Bund “liberi di tornare negativi”, mentre gli acquisti che ieri si sono scatenati sui BTP evaporeranno presto. In un’intervista rilasciata all’Huffington Post, il presidente della Commissione di bilancio della Camera ed economista leghista Claudio Borghi ha parlato bugie della Bce.

“Basta ascoltare le dichiarazioni di Draghi. Ad esempio che non ci fosse una relazione tra la Bce e lo spread. Sembrava che fino ad adesso andasse su e giù quasi per caso. Purtroppo non era così: appena la Banca centrale ha annunciato oggi (ieri per chi legge) i nuovi prestiti lo spread è sceso in modo più che sensibile”. Tuttavia, almeno per Citi, la decisione della Bce nel lungo termine premierà piuttosto i Bund che i BTP, per ovvie ragioni legate alla maggiore sicurezza della carta tedesca. Borghi ha detto anche che, se la Bce decidesse di risfoderare lo strumento del Quantitative easing, lo spread BTP-Bund scenderebbe addirittura fino a 100 punti.

Ma intanto oggi,  mentre continuano gli acquisti boom sulla carta tedesca, con i tassi che crollano di oltre 12%, gli acquisti sulla carta italiana sono minori, con i tassi sui BTP che arretrano molto di meno, dello 0,40%. Con il risultato che lo spread rimane piatto attorno a 243 punti base.

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