BCE: Draghi blinda la politica monetaria per altri cinque anni

L’iniziale entusiasmo suscitato dalla notizia di una nuova iniezione di liquidità (TLTRO III) è sfumato in una più razionale valutazione delle considerazioni della BCE sull’economia dell’Eurozona

BCE: Draghi blinda la politica monetaria per altri cinque anni

La reazione dei mercati finanziari alla riunione della Banca centrale Europea è stata il più classico esempio di “Sell on news”.

Dopo una iniziale fase di entusiasmo gli indici azionari hanno virato al ribasso, con i bancari a fare da apripista. Perché? È probabile che l’iniziale entusiasmo suscitato dalla notizia di una nuova iniezione di liquidità (TLTRO III) sia sfumato in una più razionale valutazione delle considerazioni del Presidente Mario Draghi e del suo board riguardo all’economia dell’Eurozona.

Tali decisioni sono state supportate da un taglio delle stime di crescita del Pil (ora visto a +1,1% nel 2019, +1,6% nel 2020 e +1,7% 2021) e inflazione (1,2% nel 2019, 1,5% nel 2020 e 1,6% nel 2021), con l’outlook che rimane appesantito da una serie di downside risk che hanno danneggiato la fiducia dei consumatori.

“A mio avviso – commenta Alessandro Tentori, Chief Investment Officer di AXA Investment Managers Italia – lo scenario alternativo a cui gli analisti di AXA IM attribuiscono un corposo 40% è una situazione di stampo Giapponese, nel senso monetario del termine. Uno scenario in cui i tassi della BCE potrebbero stazionare in ambito negativo per un intero ciclo – da un minimo di 2 a un massimo di 5 anni – con importanti conseguenze sui mercati”. Per l’asset manager di AXA questi scenari sono i seguenti:

  • Effetti negativi per i risparmi depositati nel sistema bancario;
  • Effetti negativi per la performance del settore bancario stesso;
  • Effetti negativi per la diversificazione di portafogli:
  • Effetti positivi nel settore immobiliare, ma attenzione alle bolle speculative in alcune città;
  • Incertezza sugli investimenti reali, dove alla luce di una enorme offerta di liquidità a “tassi zero” è necessaria anche una domanda da parte delle imprese;
  • Incertezza sulla reale capacità della politica monetaria di trasmettere un impulso all’economia nel medio periodo;
  • Incertezza per quanto riguarda gli strumenti a disposizione della BCE per contrastare un ulteriore rallentamento dell’economica.

Laconico anche Nick Wall, co-gestore del fondo Merian Strategic Absolute Return Bond di Merian Global Investors: “La BCE sta facendo tutto il possibile all’interno del suo framework legale per mantenere il costo del credito basso, ma finché la domanda di credito non si riprenderà in maniera significativa, la Banca Centrale continuerà ad impegnarsi in una fatica di Sisifo”.

Come gestire il rischio in termini di asset allocation in questa fase?

“Quello descritto è uno scenario di rischio, anche se con una probabilità di realizzazione significativa. In ogni caso, l’allocazione strategica e la gestione del rischio di AXA IM ne tengono conto, sia in ottica di allocazione sulle diverse classi di attivo che di flussi di capitale a livello globale e di conseguenza di performance differenziata tra le varie valute”, spiega Tentori.

Jeremy Gatto, Investment Manager del fondo multi-asset Navigator di Unigestion ritiene che gli asset più a rischio in questa fase possano essere quelli più orientati alla crescita, se ovviamente il rallentamento dell’economia globale persisterà.

“Riteniamo che parte della ripresa dei mercati azionari a cui abbiamo assistito dall’inizio dell’anno non abbia a che fare con i fondamentali sottostanti – che continuano a deteriorarsi e a deludere – ma sia dovuta a fattori tecnici che potrebbero facilmente invertirsi, nonché al recente atteggiamento accomodante delle Banche Centrali. Notiamo tuttavia che il mercato sta iniziando a prezzare correttamente quest’ultimo”, ha concluso il gestore.

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